From Zero to Tri: quattro edizioni e un grande grazie

Atleti in muta e cuffia verde schierati sulla spiaggia sotto l’arco XTERRA.

Di solito i ringraziamenti si lasciano alla fine. Io, invece, vorrei iniziare proprio da qui: grazie. Questo è il primo articolo del blog di From Zero to Tri, ma la nostra storia è cominciata molto prima. Ci sono già state quattro edizioni, mesi di allenamento, trasferte, momenti difficili e traguardi che continuiamo a raccontarci anche a distanza di tempo.

Per chi arriva qui per la prima volta, From Zero to Tri è un percorso di sei mesi che accompagna le persone ad avvicinarsi al triathlon off-road, attraverso l’allenamento e l’esperienza di squadra. Detto così, però, manca la parte più importante: le persone che lo rendono possibile. È a loro che voglio dedicare queste prime righe.

Da un’idea personale a qualcosa di nostro

Quando ho immaginato From Zero to Tri, non sapevo quanto lontano ci avrebbe portato. L’ho raccontato anche nell’intervista in Croazia, dopo la quarta edizione: nella mia testa avrei realizzato qualche edizione e poi mi sarei dedicato ad altro. Dopo la prima, non ero nemmeno sicuro che ce ne sarebbe stata una seconda. Arrivare a cinque mi sembrava già un risultato enorme.

Oggi mi ritrovo a pensarla diversamente. Le richieste che ricevo e le soddisfazioni che questo percorso continua a regalarmi mi hanno fatto venire voglia di andare avanti. Vorrei raggiungere più persone, anche sviluppando in futuro proposte online.

Soprattutto, questa esperienza mi ha insegnato la differenza tra fare le cose da solo e farle insieme.

Il cambiamento più grande è stato passare dall’“io” al “noi”.

Condividere un’idea significa accettare che cresca anche grazie agli altri. Significa dividersi le preoccupazioni, trovare sostegno quando qualcosa non va e avere qualcuno accanto con cui festeggiare quando tutto, finalmente, prende forma. Ecco perché questo grazie non può che partire dalla squadra.

Atleti che si tuffano e corrono in acqua alla partenza della frazione di nuoto XTERRA.

Ai partecipanti: il vostro entusiasmo fa la differenza

Il primo ringraziamento va a tutte le persone che hanno partecipato alle prime quattro edizioni. Ogni gruppo è stato diverso, ma c’è qualcosa che ho ritrovato sempre: l’entusiasmo. Quello che si sente nelle lettere che ricevo e che, mese dopo mese, ritrovo durante il percorso.

Leggendo le vostre storie, mi accorgo che spesso la motivazione va molto oltre il semplice desiderio di rimettersi in forma. C’è qualcosa di più profondo, che ciascuno porta con sé e sceglie di condividere. Alcune lettere mi hanno colpito davvero. Mi piacerebbe, un giorno e con il permesso di chi le ha scritte, pubblicarne qualche passaggio. Perché a volte riconoscersi nelle parole di un’altra persona può aiutare a trovare il coraggio di cominciare.

Ogni partecipante mi ha lasciato qualcosa. E sono convinto che abbia lasciato qualcosa anche al mondo del triathlon e delle gare XTERRA: un modo di esserci, sostenersi e vivere il traguardo.

Ripenso spesso alla prima edizione, a Malta. All’arrivo dei nostri atleti si era radunata persino più gente che per l’arrivo del vincitore. Grandissimo atleta, sia chiaro. Ma quando arriviamo noi, un po’ di scena finiamo per rubarla.

Dietro quel tifo c’erano sei mesi vissuti insieme. E si sentivano tutti.

Alla mia famiglia, presente per tutti i sei mesi

La mia famiglia non si limita a venire a vedere la gara. C’è nell’organizzazione delle trasferte, nelle domande sulla logistica, nei messaggi per sapere se serve una mano. E c’è soprattutto nella curiosità con cui segue ogni edizione, fin dall’inizio: “Quante lettere sono arrivate? Come sono?”

Li abbiamo coinvolti nella prima trasferta a Malta e da lì si sono lasciati travolgere. Da allora, almeno un membro della famiglia è sempre stato presente nelle trasferte del progetto. Ma il coinvolgimento dura molto più di un fine settimana.

Durante tutti i sei mesi di allenamento mi chiedono come procede, quali progressi vedo, se qualcuno è in difficoltà.

Poi arriva la gara e il mio telefono si riempie di video. Per giorni. E per mesi continuiamo a parlare di quella discesa, di una caduta, di uno scatto arrivato proprio quando sembrava che le energie fossero finite. Sono diventati veri appassionati. Senza di loro, a questa esperienza mancherebbe un ingrediente fondamentale.

Agli sponsor, che aiutano a rendere possibile la partenza

Un grazie importante va anche agli sponsor che hanno scelto di sostenerci. Chi si avvicina al triathlon per la prima volta deve fare i conti anche con gli aspetti pratici: bicicletta, muta, abbigliamento, piscina, allenamenti, spostamenti. Le spese si sommano e possono diventare un ostacolo alla partenza.

Il sostegno degli sponsor ci aiuta a rendere più sostenibili i costi dei primi sei mesi, quando ci sono tante cose da organizzare e da affrontare.

Ma in questi anni ho visto nascere anche qualcosa che va oltre l’aiuto economico: relazioni. È successo più volte che un rapporto personale diventasse anche una collaborazione professionale. Prima ci si conosce, poi si costruisce fiducia e, a volte, si trova il modo di lavorare insieme.

Non so misurare tutto quello che ciascuno sponsor ha ricevuto in cambio. So però quanto il loro contributo abbia contato per noi, e desidero dare spazio alle persone e alle attività che hanno creduto nel progetto.

Per questo il nuovo sito ha una sezione dedicata agli sponsor: un luogo in cui presentarsi, raccontare il proprio lavoro e farsi conoscere anche da chi arriva qui attraverso From Zero to Tri.

A Marta ed Elisa, che danno forma e continuità al progetto

Ho scelto di non fare un elenco di nomi, perché rischierei sicuramente di dimenticare qualcuno. Due persone, però, devo citarle.

La prima è mia sorella Marta, presidente dell’ASD GARDATRAINER, che segue la parte amministrativa e le sponsorizzazioni. Il suo lavoro permette a questa esperienza di avere una struttura e una continuità. È una parte che magari si vede meno, soprattutto quando siamo tutti concentrati sugli allenamenti o sulla gara, ma senza quel tassello non saremmo qui.

La seconda è mia moglie Elisa, che cura la parte grafica. Oltre a sopportare le mie idee e i mille criceti che mi girano in testa, trova anche il modo di dar loro una forma. A volte con qualche silenzio che interpreto come assenso, ma sempre con una cura che fa la differenza.

Le grafiche delle divise, la scelta dei colori, tanti dei gadget che ci accompagnano nel tempo: dietro c’è il suo lavoro. Se oggi siamo così riconoscibili, e a modo nostro un po’ diversi dagli altri, è anche merito suo.

Il blog comincia qui. Il percorso continua insieme.

Questo sito e questo blog nascono perché From Zero to Tri è cresciuto, grazie a tutte queste persone. Qui vorrei raccontare quello che spesso non si vede in una foto al traguardo: gli allenamenti, i dubbi, i progressi, l’aiuto ricevuto al momento giusto. E le storie di chi ha scelto di mettersi in gioco.

Se stai pensando di avvicinarti al triathlon, o sei semplicemente curioso di capire che cosa succede durante questi sei mesi, scopri il percorso From Zero to Tri. È un primo passo per conoscerci e capire se questa esperienza può fare per te.

A chi ha già condiviso un pezzo di strada con noi, grazie. A chi è arrivato qui oggi per la prima volta, benvenuto.

Simone, coach di From Zero to Tri